TENDENZE FISICHE E ATTACCAMENTO

“(…) La coscienza comincia quando il cervello acquisisce la capacità di raccontare una storia senza parole che si sviluppa dentro i confini del corpo. E’ la storia di un organismo i cui stati sono continuamente allertati dall’incontro con oggetti o fenomeni dell’ambiente, così come da pensieri o accomodamenti interni del processo vitale.”

(Damasio, 1999, pag.46).

 

 

Tutti gli esseri umani hanno un corpo sociale i cui movimenti e posture vengono acquisiti attraverso l’esperienza di vita in una particolare famiglia, in un particolare sistema educativo, in un particolare ambiente di lavoro, in una particolare cultura (Fogel, 2009). Questi ambienti influenzano le tendenze fisiche, ovvero il modo in cui il bambino impara a muovere il corpo, se ne occupa, e assume determinate posture, gesti, espressioni facciali. Egli  forma dei modelli interni che vengono codificati nella memoria procedurale e diventano strategie non conscie di regolazione affettiva (Schore, 2009) e di interazione con gli altri. Quando la relazione di attaccamento ha indotto emozioni e cognizioni negative, ne derivano tendenze fisiche come ad esempio petto incavato, respiro superficiale, braccia inerti, accompagnate da una sensazione di poca assertività ed autostima, per cui può essere difficile per il bambino mobilizzare consistente energia o autostima per portare a termine un compito difficile. Queste tendenze fisiche a loro volta rinforzano le emozioni negative croniche, le distorsioni cognitive e influenzano la gamma affettiva, mentre una postura eretta ma rilassata, respiro profondo, ed una tonicità flessibile, supportano una regolazione adattiva degli affetti ed un senso positivo del sé (Ogden, 2009). Queste tendenze si notano anche negli adulti: coloro che hanno uno stile di attaccamento sicuro e dimostrano capacità di regolarsi interattivamente (Schore, 2009) riflettono tendenze d’azione fisiche che facilitano la ricerca di contatto e vicinanza con gli altri. Esse riflettono la capacità di richiedere e ricevere aiuto quando non vengono percepite abbastanza capacità o ci si sente sopraffatti (Fosha et al., 2009; Ogden et al., 2009; Schore, 2009). In più riescono a regolarsi emotivamente con respiri profondi, grounding e centering (consapevolezza del nucleo del proprio corpo e del senso di sè corporeo). Di contro le persone con uno stile di attaccamento insicuro spesso sono in posizioni scomode o persino dirsregolate quando eseguono semplici azioni come cercare con le braccia e muoversi verso gli altri; possono avvertire come più familiari movimenti di allontanamento. Altri con storie di evitamento possono avere una bassa tonicità muscolare, ed una maggiore facilità a ritirarsi passivamente piuttosto che agire per promuovere interazioni con gli altri. Nel trattamento psicoterapeutico è utile osservare le tendenze fisiche o al sollecitare una loro interruzione, insegnando al paziente ad usare il proprio movimento, postura, e sensazione per regolare l’emozione ed espandere le proprie capacità di regolazione. Un’integrazione comprensiva di un lavoro con emozione ed  elaborazione di azioni fisiche, massimizza le possibilità terapeutiche e, nel tempo, ispira i pazienti ad impegnarsi per arricchire la propria vita di un range più ampio di comportamenti ed affetti (Ogden, 2009).     
  • Fogel, A. (2004). Remembering infancy: accessing our earliest experiences. In Fogel, A. (2009).The Psychophysiology of Self-Awareness. New York: W.W. Norton.
  • Fosha, D., Siegel, D.J., Solomon, M.F. (2009). The Healing Power of Emotion: Affective Neuroscience, Development & Clinical Practice. New York: Norton.
  • Ogden, P. (2009). Emotion, Mindfullness, and Movement. Expanding the Regulatory Boundaries of the Window of Affect Tolerance. In Fosha, D., Siegel, D.J., Solomon, M.F. (2009). The Healing Power of Emotion: Affective Neuroscience, Development & Clinical Practice. New York: Norton.
  • Schore, A.N. (2009). Right Brain Affect Regulation: An Essential Mechanism of Development, Trauma, Dissociation, and Psychotherapy. In Fosha, D., Siegel, D.J., Solomon, M.F. (2009). The Healing Power of Emotion: Affective Neuroscience, Development & Clinical Practice. New York: Norton.

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