La negoziazione in ambito sessuale.

La negoziazione in ambito sessuale può emergere sia all’interno di un rapporto stabile che all’interno di un rapporto occasionale.

Le ricerche svolte nell’ambito della prevenzione nei confronti di AIDS e di Malattie Sessualmente Trasmissibili (MST) hanno affrontato tutti quegli aspetti che potevano esporre l’individuo a rischio di contagio. Fra questi aspetti sono da menzionare: l’appartenenza a classi sociali svantaggiate, la mancanza di informazione, un basso livello di self-efficacy, la frequentazione di gruppi sociali a rischio, l’appartenenza a determinate etnie, una bassa percezione del rischio, la visione fatalistica e non reale del rischio AIDS (VanOss, M. B., Gomez, C. A., Tschann, J. M., & Gregorich, S. E., 1997; Bryan, A. D., Aiken, L. S., & West, S. G., 1997; St. Lawrence, J. S., Jefferson, K. W., Alleyne, E., & Brasfield, T. L., 1995; Stark, M. J.; Tesselaar, H. M.; O’Connell, A. A.; Person, B., Galavotti, C., Cohen, A., & Walls, C., 1998; G. Petrillo, 1996).

L’unico metodo contraccettivo che può tutelare efficacemente le persone dalle malattie è il preservativo. Purtroppo non tutte le persone lo usano, sia che siano elementi a rischio di contagio sia che non lo siano.

I dati del Censis (Centro studi investimenti sociali, rapporto 2003 su “La nuova etica degli stili di vita”) rivelano che solo il 2,5% degli italiani indossa il preservativo nei rapporti occasionali e che i più giovani lo considerano un “condizionamento inaccettabile”.

I dati rilevati in altri paesi non sono molto più incoraggianti.

Le ricerche americane, si sono mosse in due direzioni.

In primo luogo hanno cercato di identificare quali siano i fattori che possono predire l’uso del preservativo e l’intenzione ad usarlo. Tali fattori risultano essere: il controllo della situazione, il significato ed il rischio percepito (Goldman, J. A., & Harlow, L. L., 1993), le credenze sul ruolo di genere, la coercizione sessuale, il comfort sessuale, la self-efficacy percepita nell’uso del preservativo (VanOss, M. B., Gomez, C. A., Tschann, J. M., & Gregorich, S. E., 1997). Quest’ultima è un elemento molto importante poiché positivamente correlata con l’accettazione della sessualità ed il controllo sugli incontri sessuali delle giovani donne (Bryan, A. D., Aiken, L. S., & West, S. G., 1997).

 

In secondo luogo hanno pianificato degli interventi focalizzati su:

accrescimento dell’informazione riguardo i vantaggi del preservativo sugli adolescenti (St. Lawrence, J. S., Jefferson, K. W.; Alleyne, E., & Brasfield, T. L., 1995; Bryan, A. D., Aiken, L. S., & West, S. G., 1997); campagne di educazione e prevenzione dell’AIDS  che hanno dato come risultato delle grandi modificazioni nei comportamenti personali (Stall, R., Coates, T. J., & Hoff, C., 1998); infine nelle ricerche di  Stark, Tesselaar et al. (1998) è stato utilizzato il modello di Prochaska e Di Clemente degli stadi di cambiamento: i risultati indicano che le donne del campione da loro esaminato che praticavano o intendevano praticare un uso frequente del preservativo, erano molto più disposte a parlare con gli altri del preservativo, ne riconoscevano i vantaggi, avevano un’alta autoefficacia nell’uso del preservativo, e specificavano che le persone per loro importanti usavano il preservativo.

Da tali ricerche emerge che ciò che influenza i comportamenti di protezione sono variabili esterne, interne e situazionali.

Fra le variabili esterne all’individuo vengono ricordate l’influenza dei pari, la mentalità genitoriale nei confronti del sesso ed in particolare nell’uso del preservativo, le informazioni generali sull’AIDS e sulle malattie sessualmente trasmissibili, la cultura di appartenenza ed i traumi subiti nel corso della vita.

Fra le variabili interne all’individuo viene riconosciuta particolare importanza a: abilità percepita nell’uso del preservativo, intenzione ad usarlo, accettazione della propria sessualità (che dà una maggiore sicurezza sessuale e quindi un comportamento più responsabile), percezione della vulnerabilità personale alle malattie sessualmente trasmissibili o alla gravidanza e caratteristiche di tratto individuali. Inoltre si rivelano importanti il tipo di relazione instaurata con il partner (occasionale o stabile), il ruolo delle droghe, l’abilità nell’uso meccanico del preservativo, l’accrescimento della percezione del rischio, l’aumento della percezione di self-efficacy sia individuale che nei confronti del preservativo, e il livello di comunicazione fra partner al momento della negoziazione nell’uso del preservativo.

I vari interventi di prevenzione hanno rilevato che sono molto importanti le informazioni riguardo all’uso del preservativo e alla trasmissione sessuale di malattie infettive e che aumentando il numero di informazioni a riguardo, aumentano anche l’autoeffiacia e il numero di comportamenti di protezione.

Written by

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Etiam libero diam, elementum eget porttitor at, tincidunt at nulla.

No Comments Yet.

Leave a Reply

Message