La consapevolezza del sè corporeo

  La consapevolezza corporea di sè (Embodied self-awareness) è l’abilità di far attenzione a noi stessi, di sentire le nostre sensazioni, emozioni e movimenti, nel momento presente, senza l’influenza di pensieri giudicanti (Fogel, 2009). E’ fondamentale per la sopravvivenza. Se non riusciamo a sentire il calore, ci bruciamo, se non sentiamo i confini del nostro corpo urtiamo contro gli oggetti o cadiamo e ci facciamo male, se non ascoltiamo i messaggi del nostro sistema digestivo possiamo intossicarci e non saperlo. Il nostro sistema nervoso ha un modo molto efficiente di uscire a volte dal nostro corpo per risondere agli stimoli e ai cambiamenti provenienti dall’ambiente, attivando risorse inconsapevolmente con risposte rapide (Fogel, 2009).
Secondo le neuroscienze emozioni e corpo sono reciprocamente dipendenti.
Darwin (1859/1897) ha proposto che le risposte emotive, comprendono un set di posture e comportamenti che possono denotare una risposta emozionale immediata agli stimoli o uno stato emotivo cronico relativo al passato ma riattivato dalle condizioni attuali.
Le emozioni hanno due componenti somatiche: interocezione ed espressione. L’interocezione è una consapevolezza interna soggettiva nel  momento in cui si sente un’emozione nel corpo (i recettori nervosi sensoriali, gli interocettori, ricevono e trasmettono sensazioni dagli stimoli all’interno del corpo).
Di contro le posture, espressioni facciali ed i gesti, esprimono esternamente stati emotivi interni, comunicandoli agli altri (Ogden, 2009).
La consapevolezza corporea di sè include l’interocezione, ovvero il sentire il nostro respiro, digestione, rabbia, attivazione, dolore, emozione, fatica, e allo stesso tempo una consapevolezza di movimento e coordinazione fra le diverse parti del corpo e fra il corpo e l’ambiente. Essa concerne l’essere in un presente emozionale soggettivo in modo da essere capaci di sentire nel momento la tristezza o il dolore senza essere giudicanti, e senza cercare di scappare. Il presente emozionale soggettivo è quando la rirappresentazione (l’abilità del cervello, di formare emozioni e sentimenti, comunicando con se stesso con segnali elettrochimici e vibrazioni energetiche) rimane attiva lungo l’intera rete neurale. Durante il presente emozionale soggettivo c’è una sospensione del senso del tempo e un’ampificazione dei sentimenti e delle emozioni che “colmano” la consapevolezza: è il luogo della nostra creatività, ispirazione, crescita personale. La consapevolezza corporea di sè non può essere controllata, emerge improvvisamente, apparentemente senza avviso, accade quando le rirappresentazioni emergono attraverso l’intera rete neurale. Più creiamo opportunità pratiche per raggiungerla, più impariamo a stare nel presente emozionale soggettivo e l’abilità di scegliere di sintonizzarci in particolari sensazioni e parti del corpo. (Fogel, 2009).
Interocezione ed azione sono precursori determinanti dell’emozione. Una varietà di studi dimostra l’impatto della postura e di altri movimenti sull’esperienza, interpretazione ed espressione delle emozioni: i soggetti a cui era stato detto di tenere una postura curva, hanno riferito di provare sensazione di minor orgoglio rispetto a coloro a cui era stato detto di tenere una postura eretta. Inotre quando i soggetti assumono una particolare postura, è più probabile che richiamino alla mente memorie ed emozioni in cui tale postura è stata messa in atto. Così i gesti, le espressioni facciali e la postura, non solo riflettono le emozioni, ma partecipano attivamente nell’esperienza soggettiva dell’emozione e nella nostra interpretazione delle esperienze.
La sensazione di tensione alla mascella, alle spalle o alle braccia non ci dice solo che siamo arrabbiati ma serve anche a sostenere la rabbia; la sensazione di formicolio può essere il risultato di un’esperienza spaventosa e dirci che abbiamo paura; la sensazione delle farfalle nello stomaco può dirci che siamo agitati o innamorati. Queste sensazioni interne riflettono e stimolano posture, gesti ed espressioni facciali, segnali esterni di stati emotivi (Ogden, 2009).
La Torre(2008) ipotizza che il corpo possa essere un veicolo per accedere in maniera più profonda ai ricordi e creare cambiamento, in particolare analizza il corpo in movimento nelle discipline danza e thai chi che possono dare idea di come il movimento possa essere integrato nel setting terapeutico.
Già Bull (1945) parla di “attitudine motoria” (motor attitude), ovvero l’insieme di motori preliminari come la postura che precedono ed aprono la strada a particolari emozioni e a sua volta motivano l’azione fisica.
Porges (2009) scrive che i cambiamenti nel sistema nervoso contribuiscono all’attività muscolare, incluse espressioni facciali e movimenti delle gambe, braccia e del tronco.
Il movimento può aiutare a tranquillizzare la mente, può espellere l’eccesso di energia psichica che disturba i nostri sforzi di metter quiete nei nostri processi di pensiero (La Torre, 2004).
Gli effetti degli interventi orientati al corpo hanno dei buoni risultati come consapevolezza, vivere nel presente, vivere più intensamente le esperienze, accedere alla memoria corporea, catarsi, risoluzione dei blocchi ed esplorazione di nuove possibilità (Leijssen, 2006).
Bull, N. (1945). Towards a clarification  of the concept of emotion. Psychosomatic Medicine, 7, 210-214.
La Torre, A.M. (2008). Integrative Perspectives The Role of Body Movement in Psychotherapy. Perspective in Psychiatric Care 44(2), pp.127-130.
La Torre, A.M. (2004). Walking: An Important Therapeutic Tool. Perspective in Psychiatric Care 40(3), pp. 120-122.
Leijssen, M. (2006 April). Validation of the body in Psychotherapy [Versione elettronica]. Journal of Humanistic Psychology 46(2), pp.126-146. Retrieved  23 Agosto, 2011, da             Journal of Humanistic Psychology database.
Fogel, A. (2009).The Psychophysiology of Self-Awareness. New York: W.W. Norton.
Ogden, P. (2009). Emotion, Mindfullness, and Movement. Expanding the Regulatory Boundaries of the Window of Affect Tolerance. In Fosha, D., Siegel, D.J., Solomon, M.F. (2009). The Healing Power of Emotion: Affective Neuroscience, Development & Clinical Practice. New York: Norton.
Porges, S.W. (2009). Reciprocal Influences Beetween Body and Brain in the Perception and Expression of Affect: A Polyvagal Perspective. In Fosha, D., Siegel, D.J., Solomon, M.F. (2009). The Healing Power of Emotion: Affective Neuroscience, Development & Clinical Practice. New York: Norton.
 

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