Dipendenze: Psicoterapia e Psicofarmaci

Come notato negli articoli precedenti sulle dipendenze, le sostanze psicotrope (che agiscono sulla psiche come gli psicofarmaci), vanno ad alterare il funzionamento di alcune reti neurali che si sono evolute per mediare certe relazioni sociali tra conspecifici.

I sistemi basati sugli oppiacei endogeni non si sono evoluti per favorire la tossicodipendenza, ma per aiutare le persone a distinguere ciò che produce piacere da ciò che produce dolore. Favorire lo strutturarsi di rapporti solidi, affettivamente rilevanti. Favorire tutta una serie di comportamenti sociali che aiutano l’individuo a consolidare rapporti e relazioni, garantendo una condizione di sicurezza per sé e chi gli sta intorno.

Le dipendenze, tramite il meccanismo dell’addiction, vanno ad alterare tale funzionamento, influenzando notevolmente il comportamento sociale e affettivo della persona dipendente (addicted).

Detto più semplicemente: certi comportamenti sociali necessitano delle stesse aree cerebrali e dei medesimi neurotrasmettitori che vengono alterati dall’uso di sostanze.

Gli psicofarmaci serveono a ristabilire l’equilibrio bio-chimico cerebrale, alleviare le sensazioni di scompenso provocate dall’astinenza e favorire un comportamento più adeguato.

La Psicoterapia serve a stimolare il normale funzionamento relazionale nell’individuo, ripristinando un funzionamento basato sulle relazioni sociali anziché sul consumo di sostanze.

Gli psicofarmaci più comuni sono ansiolitici (ad esempio: Xanax, En, Tavor,…) e antidepressivi (ad esempio: Sereupin, Zoloft,…).

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