Meditazione Mindfulness e psicoterapia

In sanscrito la parola dhyana significa “sono in meditazione”.  Non esiste una traduzione della parola dhyana che abbia lo stesso significato in nessun altra lingua in quanto l’esperienza non è stata tentata, né si è sperimentato lo stato dell’essere che essa denota. Dunque, le altre lingue non possiedono questa parola in quanto non c’è niente di oggettivo da indicare.

Nella cultura occidentale ad es. dhyana è stata erroneamente tradotta come:

1)     Concentrazione

La mente è focalizzata su un punto. L’intera consapevolezza è riversata su un unico oggetto da studiare in profondità.

2)     Contemplazione

La contemplazione è una concentrazione allargata, non focalizzata su un punto, tuttavia confinata a un argomento. La mente si muove, ma rimane confinata all’interno di un unico campo. La filosofia utilizza la contemplazione (es. bellezza ad es. le cose belle possono essere infinite ed è possibile passare da una cosa all’altra ma rimanendo sempre confinato allo stesso argomento

3)     Meditazione

Il termine deriva dal latino “meditatio”, ovvero riflessione. Essa  è, in generale, la pratica di concentrazione della mente su uno o più oggetti, immagini, pensieri a scopo religioso, spirituale, filosofico o semplicemente miglioramento delle proprie condizioni psicofisiche.

I termini utilizzati per tradurre la parola dhyana hanno assunto nel mondo occidentale caratteri di focalizzazione su oggetti.

In anni più recenti è stato coniato il termine mindfulness per tradurre quello che nella lingua pali è chiamato “sati” e, in sanscrito, “smrti”. Originariamente, il termine aveva significato di ‘memoria’, “cosa ricordata”, ma assume il senso non di rievocazione o ricordo del passato, bensì di capacità di tenere a mente, o riportare alla mente, un compito, un tema o un’esperienza nel momento presente.

In generale indica quindi una modalità di coscienza caratterizzata da uno stato di presenza mentale (Nyaniponika 1973, Bodhi 2000). Mindfulness è “la consapevolezza che emerge attraverso il prestare attenzione di proposito, nel momento presente e in maniera non giudicante” (Kabat-Zinn 2003).

La psicologia tradizionale si è sempre interessata ai contenuti della coscienza, pensieri, memorie, emozioni ecc. piuttosto che al contesto nel quale quei contenuti sono espressi, cioè alla coscienza stessa (Hayes, Strosahl, & Wilson, 1999; Rychlak, 1997).

Il concetto di mindfulness pone le sue radici nelle attività fondamentali della coscienza: attenzione e consapevolezza.

Sette fattori di attitudine costituiscono i pilastri della mindfulness:

1)     Attitudine non giudicante

2)     Coltivazione della pazienza

3)     Osservare le cose come se fosse la prima volta

4)     Non prefissarsi obiettivi

5)     Accettazione

6)     Fiducia

7)     Lasciar andare

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