Amore e sessualità

 

1. Attrazione fisica e “colpo di fulmine”

L’attrazione fisica viene mediata da reazioni chimiche, percezioni, tracce che percorrono la storia personale.

Quando incontriamo una persona arrivano degli stimoli al nostro sistema nervoso centrale che sono innescati dal suo aspetto fisico, atteggiamento, suono della voce, odore, etc. Ciò che i nostri sensi riescono a percepire ci fa provare delle sensazioni più o meno piacevoli.

Per quanto riguarda le percezioni, sono due i sensi maggiormente coinvolti: vista ed olfatto. La vista ovviamente serve a primo impatto per giudicare se il partner risponde ad i nostri gusti: cosa ci piace di lui, cosa invece non ci piace. Ricordiamo che la bellezza è soggettiva e quelli che noi riteniamo difetti, possono essere visti da un partner del sesso opposto come nostri segni distintivi o punti di particolare interesse. Oltre al fattore visivo è anche decisivo l’olfatto: l’odore, infatti, può aiutarci a capire chiaramente se c’è attrazione fisica con qualcuno! I feromoni, che costituiscono l’odore distintivo di ognuno di noi, altro non sono che segnali chimici che ci permettono di comunicare con gli altri interesse sessuale. Vista, olfatto e tatto, assieme, sono i sensi che maggiormente fanno in modo che noi riusciamo a inebriarci di amore, sino a esserne intossicati – nel senso buono del termine. L’ attrazione fisica, o forse a questo punto dovremmo dire chimica, gioca dunque un ruolo importante, al pari di interessi in comune e visioni della vita conciliabili, per vivere una buona relazione di coppia. A livello chimico, i neurotrasmettitori (sostanze che veicolano le informazioni da un neurone all’altro)  sono veri e propri messaggeri prodotti dal corpo umano.  La serotonina - che stimola le zone della corteccia cerebrale collegate alle emozioni – e la dopamina che ci induce a stare in movimento – fanno parte di quel cocktail unico che provoca in noi sentimenti di attrazione fisica. L’ Adrenalina, è un neurormone che viene prodotto dalle ghiandole surrenali che segnala interesse e attrazione. Grazie a lei Il cuore accelera, le pupille si dilatano, le gambe tremano, lo stomaco rifiuta il cibo.  La responsabile dell’emozione che si manifesta, a volte con la bocca secca e la sudorazione delle mani, è la Noradrenalina, prodotta dalle ghiandole Surrenali. Tutti questi stimoli vengono elaborati a livello ipotalamico, dove evocano una risposta del sistema nervoso parasimpatico innescando attraverso rilascio di altre molecole la passione.

Il “colpo di fulmine” o attrazione fisica “a pelle”, può essere legato al ricordo più o meno conscio di figure importanti della nostra vita passata che ci ricordano la persona da cui ci sentiamo attratti. Spesso questo avviene inconsciamente e ci porta alla mente sensazioni positive che vengono attribuite a quella persona. Sembra che i silenzi (seduzione mediante un atteggiamento misterioso, estroverso) o le parole scambiate fra due persone nei primi cinque minuti circa (seduzione mediante capacità dialettiche), siano sufficienti a definire i ruoli e a creare le reciproche inconsapevoli aspettative, che se confermate scatenano la bufera.

2. Innamoramento

 

L’innamoramento è un sentimento, ovvero una reazione complessa che si origina  da meccanismi viscerali. Secondo la teoria periferica di Lang, sentimenti e emozioni nascono dalla produzione di mediatori chimici, come l’Adrenalina, che mandano messaggi al cervello. I sentimenti hanno una maggiore complessità rispetto alle emozioni.

Quando ci si innamora si è pronti a investire tutto sulla persona scelta, a fondersi con lei, a investire tutte le proprie energie in un progetto comune. È quello che il sociologo Francesco Alberoni ha definito stato nascente: un rapido processo di destrutturazione del passato e di ristrutturazione di un movimento collettivo composto da due persone.

Quando una persona si trova in questa condizione, avverte il bisogno di dare il meglio di sé per l’altro, riesaminando e giudicando il passato in nome di un forte desiderio di sincerità. Il secondo segno dell’innamoramento, secondo questa teoria, è l’esperienza del sacro: gli atti comuni della vita quotidiana vengono investiti di unicità e straordinarietà perché vissuti con la persona amata. Presi da questa sensazione di bellezza, il famoso vedere tutto rosa, ogni cosa sembra migliore.

Quando ci si innamora si compie un’idealizzazione del partner, che appare perfetto con i suoi gusti, i suoi pensieri, perfino i suoi difetti. L’euforia di queste sensazioni nasconde però un rovescio della medaglia: la paura del rifiuto e dell’abbandono, l’ansia generata dall’idea di perdere ciò che il destino ci ha messo di fronte.

Allora si innescano sentimenti negativi, ma altrettanto forti, come la gelosia, i dubbi su noi stessi e sul nostro valore. Riflettere su queste dinamiche profonde è importante, ma non serve a evitarle: oltre che sul piano psicologico, queste reazioni si svolgono anche su quello fisico, poiché l’innamoramento induce un abbassamento dei livelli di serotonina, l’ormone dall’effetto calmante.

La paura che il rapporto termini, insomma, è una conseguenza naturale dello stato nascente; per sconfiggerla bisogna solo permettere alla relazione di maturare e trasformarsi in amore, sentimento che possiede la natura della perpetuità.

Ma cosa succede quando invece ci innamoriamo di qualcuno dopo molto tempo che l’abbiamo conosciuto? In questi casi il responsabile potrebbe essere il nostro sistema nervoso! Amici e conoscenti ci aiutano, difatti, a mantenere un equilibrio all’interno di noi stessi. Le azioni che compiono accanto a noi, anche se piccole e non direttamente legate alla nostra vita, ci danno una sensazione di costanza e stabilità che ci conforta e ci rende, in qualche modo, uniti a loro. In questo modo il sistema nervoso ci suggerisce di provare attrazione fisica per questi “amici” in modo da tenerli sempre accanto a noi! tra questi possiamo annoverare le endorfine, che ci fanno sentire più allegri e felici e costituiscono uno degli ingredienti di quel sentimento che chiamiamo amore. Responsabile del senso di benessere e dell’effetto euforizzante dell’amore che ci avvolge, quando abbiamo vicino la persona che è il sogno dei nostri desideri è l’Endorfina, prodotta dall’ipofisi. E’ lei che offusca la memoria, ci impedisce di dormire, ci fa persino dimenticare di mangiare.

Tuttavia, l’amore è anche impulsività passionale innescata dalla Dopamina (molecola dell’impeto e del fervore), il neurotrasmettitore che risveglia la voglia di gradire e di reiterare quei comportamenti che procurano piacere. E’ una droga, la cui funzione è di impartire al cervello l’ordine imperativo di Desiderare. L’ipotalamo è così costretto a rivolgersi al surrene affinché produca l’Adrenalina (molecola dell’agitazione)  che scatena il terremoto, è improvviso, meraviglioso, eccitante, una magia, ogni volta unico, speciale, che ci fa sentire benissimo, una strana luce illumina il nostro viso, gli occhi risplendono.

E’ impossibile non mostrare il benessere, perché si diventa diversi, una maggiore forza e determinazione guida le azioni, perché ci viene data la carica da uno straordinario cocktail che comprende Noradrenalina, Ossitocina, Dopamina, Testosterone e vari Oppiacei, è lo sballo che ci dona sensualità, dolcezza, socialità, determinazione. Tuttavia, per fortuna che interviene la Serotonina per ristabilire un minimo di equilibrio psicologico, necessario per domare in parte l’effetto dell’emozioni, scatenate dalla passione d’amore, che ci fanno capire di essere meravigliosamente innamorati, perdutamente.  

 3. Il rapporto sentimentale e l’ossitocina

     

Tuttavia, il nostro organismo non può tollerare a lungo lo tsunami della passione, quindi lentamente le emozioni si attenuano e il legame si può rompere o rafforzarsi con il piacere e la felicità a stare insieme. L’innamoramento, inteso come emozione, si trasforma quindi in amore affettivo. Ciò significa che l’interpretazione e l’organizzazione della realtà esercitata dalla coscienza, in quanto governata dall’affettività, funziona meglio se viene modulata dalle emozioni (cioè la parte istintiva) L’ormone che stimola l’affetto reciproco e l’attaccamento ai figli è l’ossitocina, prodotta dall’ipofisi. L’ormone sembra sia anche il responsabile della fedeltà,  regola la temperatura corporea, controlla la pressione sanguigna, alza le difese immunitarie. Ma, una delle cose più importanti è che l’ossitocina viene sprigionato, e fa da “colla”, nei legami affettivi che si instaurano tra le persone. Inoltre si pensa che l’ossitocina abbia un effetto sull’invecchiamento: infatti le persone che fanno l’amore almeno 2-3 volte a settimana dimostrano in media dieci anni in meno rispetto all’età reale. Ve bene anche masturbarsi in mancanza di partner.

L’Endorfina, ha un effetto analgesico e calmante, per questo la presenza del partner che ne stimola la produzione, porta calma e senso di rilassamento riducendo l’ansia.

 

Quindi riassumendo un po’:

  • Serotonina: neurormone dall’effetto calmante
  • Dopamina: neurormone del desiderio
  • Endorfina: induce rilassamento e riduce l’ansia
  • Ossitocina: ormone dell’attaccamento agli altri e della fedeltà
  • Adrenalina: induce interesse ed attrazione

Articoli correlati

Di seguito un elenco di articoli correlati sulle relazioni di coppia che possono essere di vostro interesse.  
     

Altri articoli correlati

Di seguito un elenco di articoli correlati sulla sessualità che possono essere di vostro interesse.